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ETS ed Enti non commerciali 11 Giugno 2026

Governance negli ETS: ruolo, limiti e compensi del Presidente

Dal D.Lgs. 117/2017 alla nota ministeriale n. 7551/2021: la mappa delle competenze e delle responsabilità dell'organo monocratico, con le regole per l'erogazione di indennità e rimborsi spese.

Gestire le attività quotidiane di un ETS richiede di conciliare l'efficacia dell'azione sul campo con il rispetto delle regole di democrazia interna imposte dal Codice del Terzo settore (D.Lgs. 117/2017). Spesso si tende a pensare che, per garantire rapidità alle decisioni, il Presidente debba avere carta bianca. La normativa attuale smentisce questa impostazione, imponendo un modello basato sulla massima condivisione. Il fulcro del sistema è l'art. 25, c. 1, lett. a), che affida la scelta e la revoca degli amministratori esclusivamente all'assemblea dei soci. È proprio la base associativa a legittimare l'operato del Presidente: pur essendo il rappresentante legale e il volto pubblico dell'ente, questa figura resta un organo vincolato alle decisioni assembleari e privo di poteri decisionali autonomi.Nella redazione o revisione dello statuto, la scelta delle modalità di elezione rappresenta un passaggio cruciale per evitare successive contestazioni. La nota del Ministero del Lavoro 7.06.2021, n. 7551 ha blindato questo aspetto, sancendo l'illegittimità di qualsiasi interferenza esterna. Significa che la designazione della guida dell'ente non può essere delegata a terzi o riservata a gruppi privilegiati di soci. Per essere in regola, l'ETS ha a disposizione 2 sole strade operative. La prima è la nomina diretta, lasciando che sia l'intera platea degli associati a votare il Presidente. La seconda è la nomina indiretta, schema in cui l'assemblea elegge i componenti...

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