- registrazione della fattura fornitore in apposito sezionale con Range di numerazione particolare (ad esempio “XYZ2300001” al fine di evitare possibili duplicazioni di fatture del fornitore con conseguente scarto da parte del Sistema di Interscambio);
- data registrazione: quella di registrazione della fattura del fornitore;
- codice Iva contabile: creazione e utilizzo di un codice ad hoc, ad esempio: “XX22”: “IVA al 22% ex art. 6 c. 8 lett. b) D.Lgs. 471/1997”;
- creazione automatica Xml da parte del software di gestione contabile con le seguenti caratteristiche:
- Tipo documento: TD20;
- Data documento: data registrazione riportata nei registri Iva acquisti (punto 2 precedente);
- N. documento = n. protocollo Iva assegnato in fase di registrazione (di cui al precedente punto 1);
- Dati fatture collegate: essendo la fattura fornitore (quella con partita Iva errata), transitata da SdI, si consiglia di utilizzare il numero di ID assegnato da SdI; in alternativa numero e data fattura fornitore (quella con partita Iva errata);
- descrizione corpo fattura: riportare un testo simile al seguente - “emissione autofattura ex art. 6 c. 8 lett. b) D.Lgs. 471/1997 per indicazione partita Iva errata su fattura n. XXXXXX del XXXXXXX del fornitore XXXXXXXX”;
- causale documento: “autofattura per errata indicazione partita Iva “GRUPPO IVA XXXXXX”.
Da ultimo, non certo per minore importanza, il fornitore dovrà fare anche molta attenzione a indicare obbligatoriamente e correttamente il codice fiscale della società appartenente al gruppo Iva, pena lo scarto automatico da parte del Sistema di Interscambio con il seguente codice errore: “00326 - Avendo indicato come partita IVA del CessionarioCommittente quella di un gruppo Iva, occorre indicare il CodiceFiscale di un partecipante al gruppo”.
