La nota emergenza coronavirus ha rivoluzionato le scadenze, seppur con ritardo e con poche certezze. Unico punto fermo, lo stop ai pagamenti del giorno 16.03.
La sospensione, oggetto del decreto “Cura Italia”, pubblicato il 18.03.2020 in Gazzetta Ufficiale, riguarda non soltanto i versamenti dell'Iva, delle addizionali Irpef e delle ritenute alla fonte, ma anche dei contributi previdenziali e assistenziali, nonché dei premi dell'assicurazione obbligatoria (art. 61). Dal D.L. 17.03.2020, n. 18, contenente misure di potenziamento per l'emergenza COVID-19, si evince che la sospensione non è uguale per tutti. Senza limiti di fatturato, vale solo per i settori più colpiti, quali il turistico-alberghiero, termale, trasporti passeggeri, ristorazione e bar, cultura (cinema, teatri), sport, istruzione, parchi divertimento, eventi (fiere/convegni), sale giochi e centri scommesse. Per tali categorie sono rinviati, quindi, i versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria per i mesi di marzo e aprile, insieme al versamento Iva di marzo. Stessa proroga per i contribuenti con fatturato fino a 2 milioni di euro (versamenti Iva, ritenute e contributi di marzo). I versamenti sospesi potranno essere effettuati in un'unica soluzione entro il 31.05.2020. È comunque riconosciuta la possibilità di versare gli importi in 5 rate mensili, sempre a decorrere dal mese di maggio 2020. Per i contribuenti, invece, con fatturato sopra a 2 milioni di euro, la chiamata alle casse è per il prossimo 20.03.
Dal decreto,...