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Società 21 Aprile 2020

I controlli sulle riaperture

La circolare del Ministero dell'Interno 14.04.2020 inviata ai Prefetti per assicurare il rispetto delle norme Covid-19 all'interno delle aziende.

Il Dpcm 10.04.2020, come prevedibile, allunga fino al 3.05.2020 il lockdown, allentando un po' la stretta sulla chiusura delle attività commerciali e produttive. Gli allegati sono dedicati all'elenco delle attività escluse dal blocco, mentre all'art. 2 si trovano le indicazioni per le attività consentite. Per alcune è richiesta la preventiva comunicazione al Prefetto della Provincia dove è situata l'attività produttiva, innovando la precedente disciplina che prevedeva il meccanismo dell'autorizzazione. La comunicazione è richiesta nei seguenti casi:
a) attività funzionali ad assicurare la continuità delle filiere di cui all'allegato 3 del citato Dpcm, nonché delle filiere delle attività dell'industria dell'aerospazio e della difesa e delle altre attività di rilevanza strategica per l'economia nazionale e dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali di cui alla L. 12.06.1990, n. 146 (art. 2, c. 3);
b) attività degli impianti a ciclo produttivo continuo, dalla cui interruzione derivi un grave pregiudizio all'impianto stesso o pericolo di incidenti;
c) attività dell'industria dell'aerospazio e della difesa, incluse le lavorazioni, gli impianti, i materiali, i servizi e le infrastrutture essenziali per la sicurezza e il soccorso pubblico, nonché le altre attività di rilevanza strategica per l'economia nazionale;
d) accesso ai locali aziendali di personale dipendente o terzi delegati per lo svolgimento di attività di vigilanza, attività conservativa e di manutenzione, gestione dei pagamenti nonché attività di pulizia e sanificazione, come anche per la spedizione verso terzi di merci giacenti in magazzino e la ricezione in magazzino di beni e forniture (con riferimento alle attività sospese).
Perché il sistema del silenzio assenso o la mancanza di adozione delle misure di sicurezza anti-Covid non provochi “distorsioni” e nuove ricadute sanitarie, il Ministero dell'Interno ha inviato ai Prefetti una circolare in data 14.04.2020 per invitarli a farsi supportare dalla Guardia di Finanza e dall'Ispettorato del Lavoro.
In particolare, “al personale del Corpo della Guardia di Finanza, in linea con le funzioni proprie di polizia economico-finanziaria, potrà essere demandato lo svolgimento di specifici controlli e riscontri - a mezzo di disamine documentali, tramite le banche dati in uso e, ove necessario, rilevamenti presso le sedi aziendali - circa la veridicità del contenuto delle comunicazioni prodotte dalle aziende, avuto riguardo all'inclusione nelle categorie autorizzate ovvero all'esistenza della relazione economico-commerciale tra le attività d'impresa appartenenti alle varie filiere consentite”.
Per assicurare invece il rispetto delle prescrizioni sanitarie i Prefetti potranno chiedere la collaborazione dei competenti servizi delle Aziende Sanitarie Locali e avvalersi del supporto delle articolazioni territoriali dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro. In questo modo potrà esser verificato se e come i datori di lavoro si stanno attenendo al protocollo Governo-parti sociali del 14.03.2020 sull'osservanza delle precauzioni per la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro e gli adeguati livelli di protezione dei lavoratori.
In altre parole, una chiamata in campo a tutte le forze, anche per garantire che vengano esaminate celermente le richieste di apertura delle aziende. Secondo la stessa circolare, il numero di verifiche effettuato alla data dell'8.04 è ancora troppo esiguo: su 105.727 comunicazioni ricevute, solo per 38.534 è in corso l'istruttoria, mentre 2.296 sono i provvedimenti di sospensione.