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Società
15 Febbraio 2023
I criteri di valutazione per l’insolvenza nel fallimento
In tema di accertamento dello stato di insolvenza, la Cassazione, con sentenza 3.01.2023, n. 64, ribadisce che il dato fondamentale consiste nell'impossibilità per l'impresa di continuare ad operare proficuamente sul mercato.
Un ex amministratore unico pro tempore della fallita Beta s.r.l. impugna la sentenza della Corte d'appello di Roma, con cui è stato rigettato il reclamo proposto dalla società stessa ai sensi dell’art. 18 R.D. 16.03.1942, n. 267, contro la sentenza del Tribunale capitolino che il 2.07.2018 ne aveva dichiarato il fallimento, su istanza di Gamma S.p.a., creditrice della fallita, essendosi verificate tutte le condizioni per dichiarare lo stato di insolvenza della società in questione.
I Giudici di legittimità hanno chiarito che l’insolvenza rilevante al fine della declaratoria di fallimento non indica un “fatto” bensì “uno stato, e cioè una situazione dotata di un certo grado di stabilità” intendendosi tale “uno stato d’impotenza economico-patrimoniale, idoneo a privare tale soggetto della possibilità di far fronte, con mezzi ‘normali’, ai propri debiti”. Lo stato d’insolvenza, dunque, si manifesta con inadempimenti o altri fatti esteriori, i quali dimostrino che il debitore non è più in grado di soddisfare “regolarmente” le proprie obbligazioni, lo stesso, infatti, indica non solamente l’incapacità del debitore di far fronte alle obbligazioni alle debite scadenze, bensì anche alla sua incapacità di far fronte alle obbligazioni con mezzi normali, in relazione all’ordinario esercizio di...