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Gestione d'impresa 01 Giugno 2020

I grandi esclusi dal contributo a fondo perduto

Professionisti scassati e ordinistici, che abbiano percepito o meno l’indennità di 600 euro; i cessati alla data dell’istanza; lavoratori dello spettacolo; dipendenti e intermediari finanziari, tra cui anche le holding industriali.

Il “Decreto Rilancio” ha introdotto un contributo a fondo perduto per gli esercenti attività d'impresa o di lavoro autonomo o titolari di reddito agrario, titolari di tartita Iva, con ricavi/compensi 2019 non superiori a 5 milioni di euro. Tuttavia, con riferimento ai titolari di lavoro autonomo viene precisato che il contributo non spetta ai professionisti cosiddetti “scassati”, ossia non iscritti a una cassa di previdenza privata, ma iscritti alla Gestione Separata Inps, che hanno diritto all’indennità 600 euro ex art. 27 del Decreto “Cura Italia”, né ai professionisti “ordinistici”, che invece sono iscritti ad una cassa professionale di previdenza privata; pertanto, ciò equivale a dire che i professionisti sono esclusi da tale agevolazione. Tra gli altri soggetti esclusi rientrano: • i soggetti che hanno cessato l'attività alla data di presentazione dell'istanza; • Stato, Enti pubblici, intermediari finanziari; • i lavoratori dello spettacolo che hanno diritto all'indennità 600 euro ex art. 38 del Decreto “Cura Italia”; • i lavoratori dipendenti. Quando si trova la locuzione “che hanno diritto all’indennità” si ritiene debba intendersi “a cui teoricamente spetterebbe”, a prescindere se l’hanno effettivamente richiesta o meno, altrimenti si sarebbe dovuto scrivere “che hanno...

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