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Imposte e tasse 16 Novembre 2021

I nuovi aiuti per le imprese del settore turistico

Il contributo a fondo perduto e il credito d'imposta a valere sulle risorse del Pnrr.

Il Consiglio dei Ministri del 27.10.2021 ha approvato 2 provvedimenti: un decreto legge e un disegno di legge. In particolare, il decreto legge, entrato in vigore il 7.11.2021, giorno successivo alla sua pubblicazione in Gazzetta ufficiale, prevede all’art. 1, un credito d'imposta dell’80% nei confronti di imprese alberghiere, strutture che svolgono attività agrituristica, strutture ricettive all’aria aperta, nonché imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale, compresi gli stabilimenti balneari, i complessi termali, i porti turistici e i parchi tematici.

Tale credito di imposta, destinato a migliorare la qualità dell’offerta ricettiva in coerenza con gli obiettivi perseguiti dal Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), sarà riconosciuto in relazione alle spese sostenute per i seguenti interventi:
  • incremento dell’efficienza energetica delle strutture e riqualificazione antisismica;
  • eliminazione delle barriere architettoniche;
  • interventi edilizi di cui all’art. 3, c. 1, lett. b), c) e d) D.P.R. 380/2001, funzionali alla realizzazione degli interventi di efficienza energetica e digitalizzazione;
  • realizzazione di piscine termali e acquisizione di attrezzature e apparecchiature per lo svolgimento delle attività termali;
  • digitalizzazione.
Le spese comprendono anche il servizio di progettazione per l’esecuzione degli interventi elencati. Il credito di imposta è utilizzabile, a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in cui gli interventi sono stati realizzati ed entro i 3 periodi di imposta successivi, esclusivamente in compensazione in quote costanti in ciascun periodo di imposta.

Per i medesimi interventi è riconosciuto anche un contributo a fondo perduto, ad erogazione unica a conclusione dell’intervento o, in alternativa, con un anticipo non superiore al 30% a fronte di garanzia fideiussoria, per un importo massimo pari a € 40.000. Tale contributo può essere aumentato, anche cumulativamente, nelle seguenti misure:
  • fino ad ulteriori € 30.000, se l’intervento prevede una quota di spese per la digitalizzazione e l’innovazione delle strutture in chiave tecnologia ed energetica di almeno il 15 per cento del totale;
  • fino ad ulteriori € 20.000, se l’impresa o la società hanno i requisiti collegati all’imprenditoria femminile, alle società cooperative e società di persone, costituite in misura non superiore al 60% da giovani, alle società di capitali le cui quote di partecipazione sono possedute in misura non inferiore ai 2/3 da giovani e i cui organi di amministrazione sono costituiti per almeno i 2/3 da giovani, nonché alle imprese individuali gestite da giovani (dove per giovani si intendono i contribuenti con età compresa tra i 18 e i 35 anni non compiuti alla data di presentazione della domanda);
  • fino ad ulteriori € 10.000, se l’impresa ha sede operativa nei territori del centro-sud d’Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).
La disposizione normativa stabilisce che il credito di imposta e il contributo a fondo perduto non può eccedere l’importo dei costi sostenuti; la misura massima del contributo a fondo perduto non può comunque, superare il limite massimo di € 100.000 e non può essere superiore al 50% dei costi dell’investimento.