I prestiti rinegoziati diventano automaticamente crediti “forborne”
Secondo le nuove regoIe dell'European Banking Authority, i prestiti rinegoziati vengono automaticamente classificati come crediti forborne per i quali si presume una situazione di difficoltà finanziaria del cliente.
Fino all'entrata in vigore delle nuove regole fissate dall'European Banking Authority (EBA) procedere alla rinegoziazione di prestiti poteva significare per molte imprese ricevere una boccata di ossigeno: infatti la revisione dei piani di rimborso, con abbassamento dell'importo delle rate originariamente previste e conseguente allungamento della durata del finanziamento, consentiva di migliorare gli equilibri finanziari e di risolvere tensioni nella situazione di liquidità. La rinegoziazione non aveva nessuna implicazione ai fini di un cambiamento nella classificazione dei prestiti e non comportava una loro inclusione in categorie considerate più rischiose.
Tutto è cambiato, invece, con l'applicazione delle nuove linee guida: attualmente i prestiti oggetto di modifiche delle clausole contrattuali originarie, quali l'abbassamento delle rate di ammortamento, vengono automaticamente inclusi in una particolare categoria, quella dei crediti forborne, ossia di crediti che presumono automaticamente una situazione di difficoltà finanziaria dell'impresa anche nell'ipotesi in cui non si sia verificata alcuna inadempienza o ritardo nell'effettuare i rimborsi pattuiti.
Che l'inclusione dei crediti nell'ambito dei forborne non derivi necessariamente da un inadempimento del cliente, lo testimonia anche il fatto che in tale categoria sono comprese 2 tipologie di crediti:
forbone in bonis, o performing;
forborne...