Negli ultimi anni si è assistito a un veloce processo di sviluppo tecnologico e organizzativo che ha modificato il modo di vivere, di rapportarsi agli altri e di lavorare. Anche nel diritto del lavoro ciò ha comportato di interrogarsi sull’uso di Facebook, di whatsApp, di internet da parte dei lavoratori dentro e fuori i locali in cui è prestata l’attività lavorativa.
Nemmeno il Fisco è stato immune da questo veloce processo di ammodernamento tecnologico; tuttavia, la norma dei redditi di lavoro dipendente, ferma alla riforma del 1997, non consente agevolmente di verificare gli aspetti tributari delle nuove tecnologie e dei nuovi processi organizzativi. L’Agenza delle Entrate, pertanto, è stata interrogata negli ultimi periodi su alcune componenti di presunta redditualità in capo al dipendente, con la difficoltà di recepire e interpretare una norma spesso non adeguata allo sviluppo tecnologico in atto.
Pertanto, da un lato è stato affermato che il rimborso delle spese per il car sharing a favore dei dipendenti in trasferta nel territorio comunale, se documentate, non è assoggettato a imposta sui redditi ai sensi dell’art. 51, c. 5, ultimo periodo del Tuir (ris. Ag. Entrate 28.09.2016, n. 83/E), dall’altro sono state ritenute esenti le spese di trasporto del personale in trasferta gestite tramite una piattaforma centralizzata e con una particolare metodologia di gestione della...