Il versamento maggiorato delle imposte derivanti dalla dichiarazione dei redditi si dovrà versare a causa dell’Amministrazione Finanziaria: ma perché mai?
La mancata proroga delle scadenze di pagamento costringerà i contribuenti italiani ad aggiungere, agli importi dovuti a titolo di saldo 2021 e di primo acconto 2022, uno 0,40% in più. L’obolo alle casse erariali consentirà di poter tranquillamente effettuare i pagamenti suddetti entro il 22.08.2022, nel bel mezzo delle ferie estive (per chi potrà farle). Una domanda sorge però spontanea. Perché i contribuenti devono pagare di più per i ritardi dell’Amministrazione Finanziaria?
La richiesta di una breve proroga dei versamenti senza la suddetta maggiorazione era stata formulata da più parti. Su di essa si era speso, fra gli altri, in uno dei suoi primi interventi ufficiali, il nuovo presidente dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Elbano De Nuccio.
La proroga era motivata dai molti ritardi con i quali l’Amministrazione Finanziaria ha messo a disposizione dei contribuenti, e dei professionisti che li assistono, molti degli strumenti tecnici necessari alla corretta predisposizione dei dichiarativi. In alcuni casi, a dire il vero, alcuni strumenti non sono ancora stati messi a disposizione.
Si pensi, tanto per fare un esempio concreto, alla classica mega circolare sugli oneri e le detrazioni d’imposta del modello Redditi. Non era mai successo che tale documento di prassi amministrativa non fosse disponibile, con un congruo anticipo, rispetto alla scadenza dei versamenti. Come se...