Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, operato nei confronti di un soggetto risultato amministratore occulto di un’impresa e indagato per evasione fiscale, è confermabile se fondato sulle dichiarazioni del commercialista che fornisca informazioni decisive, tali da attestare l'ingerenza concreta del soggetto nel contesto della gestione aziendale.
A confermare tale assunto è la Suprema Corte di Cassazione con la sentenza 8.02.2019, n. 11757: ai fini della configurazione dei reati tributari, commessi in nome e per conto di una determinata società, il vero soggetto qualificato in termini di rappresentanza non è colui che figura come mero prestanome, bensì colui che concretamente governi la società. L’effettività della rappresentanza in capo al reale gestore assurge a fattore degno di nota, in quanto soltanto lui si troverebbe nella condizione di compiere liberamente ed efficacemente tutte le attività di amministrazione, mentre il soggetto che solo formalmente risulti titolare di una posizione gestoria all’interno della società (il prestanome) potrà essere chiamato a rispondere in qualità di corresponsabile nelle irregolarità commesse dall’amministratore di fatto: tale forma di responsabilità scaturisce invero dalla posizione di garanzia posta dall’art. 2392 C.C., secondo cui il soggetto ufficialmente investito della carica...