RICERCA ARTICOLI
Gestione d'impresa 03 Gennaio 2022

Il consulente del consulente

Il consulente, spesso titolare di uno studio professionale, si rivolge sistematicamente ad altri consulenti per farsi aiutare nello sviluppo del proprio studio?

I consulenti sono persone che, disponendo di specifiche conoscenze, aiutano gli altri a migliorare la loro vita, il loro lavoro, i loro risultati.
Parliamo di commercialisti, fiscalisti, avvocati, notai, architetti, ingegneri, informatici, esperti di organizzazione e management e tanti altri. E i loro clienti sono generalmente aziende di ogni dimensione e in tutti i settori; oppure semplici privati che hanno un problema da risolvere al meglio.
Perdonate l'estrema semplificazione, ma è importante per chiarire il punto di vista che vi propongo in queste righe.

Il titolare di uno studio professionale si rivolge a consulenti di settori diversi dal suo per sviluppare il proprio business?
Ha la stessa elasticità mentale e fiducia che richiede ai propri clienti quando propone i suoi servizi, per esempio, a imprenditori che guadagnano 10 volte più di lui o ad azienda che fatturano 100 volte più del suo studio?
La risposta è estremamente frazionata, difficile fare una statistica media attendibile, poiché ci troveremo di fronte a 2 correnti di pensiero estremamente diverse. Come dire che se metto la testa nel forno e i piedi nel frigorifero, ho la giusta temperatura media ideale...
La prima corrente di pensiero vede i consulenti agire nella maniera ottimale; quindi, si rivolgono regolarmente all'esterno per far crescere il proprio business.
La seconda vede i consulenti impegnati ad erogare il proprio servizio senza curarsi più di tanto della organizzazione e dello sviluppo della propria attività.

Per capire dove vi collocate (magari nel giusto mezzo, perché no?), esaminiamo le 2 situazioni.
Un consulente deve avere una buona competenza, ha studiato anni per farla propria. Ma non basta; deve saper organizzare il proprio studio, tenere d'occhio i "conti", saper trovare clienti, essere convincente nella proposta dei propri servizi, gestire le relazioni e saper fidelizzare i clienti. E se lo studio si allarga, ecco che diventa "imprenditore" e deve aggiungere altre conoscenze: selezionare, gestire, delegare, motivare i propri collaboratori.
Queste ultime competenze sono spesso improvvisate dai titolari di studio i quali, basandosi sulla loro elevata scolarizzazione e specializzazione, inconsciamente le ritengono tutto sommato “semplici”; quindi, l'intervento di un consulente è considerato superfluo.

Eccovi un campionario di luoghi comuni coi quali io e tanti miei colleghi esperti delle tematiche sopraindicate, ci siamo confrontati negli anni:
  • "Vuole che non sappia come si organizzano i tempi di lavoro nel mio studio?"
  • "Alle selezione e scelta dei collaboratori ci penso io, dopo 10 minuti ho già inquadrato la persona"
  • "L'importante è dare un buon servizio, i clienti prima o poi arriveranno"
  • "Basta spiegare bene i servizi dello studio, non occorre fare il venditore"
  • "Perché delegare, chi meglio di me sa capire un bilancio?"
  • "I clienti contenti, tornano"
Per fortuna alcuni professionisti ne hanno capito l'importanza e si circondano di altri specialisti di settore che, a necessità, gli aprono gli occhi sulle nuove tendenze di mercato e di direzione aziendale.
A volte il consulente trovato non si dimostrerà all'altezza, a volte non sarà propositivo.
Bene, cambiatelo e cercate ancora: là fuori c'è chi vi può davvero aiutare, occorre pazienza. Ma quando l'avrete trovato, farete un piccolo salto di qualità.
Come lo ha fatto quell'imprenditore un po’ brontolone e burbero che a volte vi fa dannare, ma che ha trovato il consulente giusto: voi.