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Società 28 Giugno 2022

Il diritto al compenso degli amministratori

Qualora manchi la determinazione dell’ammontare del compenso degli amministratori nello statuto o nella delibera di nomina vi è una presunzione di onerosità del mandato che può essere superata solo in costanza di elementi precisi.

Il rapporto tra società e organo gestorio è stato per anni oggetto di un acceso dibattito in dottrina e giurisprudenza. In particolare, l’esatta qualificazione del vincolo giuridico che lega i 2 soggetti ha subito numerosi ripensamenti anche in ragione dell’evoluzione legislativa dell’ultimo ventennio. Per comprendere a fondo la rilevanza della problematica, basti considerare che l’inquadramento quale lavoro parasubordinato, lavoro autonomo, prestazione d'opera professionale oppure a un rapporto di altra natura, comporta conseguenze rilevanti sul piano della disciplina di diritto sostanziale concretamente applicabile alla retribuzione spettante all’amministratore, nonché sul piano processuale. Le diverse correnti di pensiero si sono schierate a sostegno sostanzialmente di 2 principali teorie: la teoria contrattualistica ravvisa l’esistenza di un contratto tra 2 distinti centri di interessi autonomi; la teoria organica ravvisa un rapporto di immedesimazione tra l’ente e la persona fisica incaricata di amministrarlo talmente intimo da non poter trattare i 2 soggetti come parti contrapposte. La più recente giurisprudenza di merito e di legittimità avalla il 2° filone, così ritenendo non applicabile alla remunerazione dell’amministratore le tutele tipicamente riservate ai lavoratori. Ciò premesso, è possibile illustrare la disciplina tipica del diritto...

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