Economia 12 Marzo 2019

Il fascino indiscreto del neo-feudalesimo fiscale


Immaginiamo un potere pubblico debole, inefficiente, lontano; giocoforza, negli spazi vuoti si verranno a creare dei sottogruppi di potere, ognuno dei quali vorrà primeggiare, faticherà a riconoscere gli altri sottogruppi, sfuggirà all’autorità. E’ un fenomeno del tutto negativo? Dipende. Le libertà per come le conosciamo oggi, sono nate grazie a un percorso di questo tipo, nella caduta degli imperi, lontananza di re, assenza di strade, sicchè c’era chi si poteva permettere di obbedire per scelta, armi in pugno; di pagare o non pagare dazio. Ritenendo legittimo questo atteggiamento per i singoli, a maggior ragione si consideravano autorizzate a ribellarsi le città, diventando liberi comuni. L’idea di libertà, in poche parole, ha origini barbariche e si è sviluppata in contrapposizione all’idea greco-latina di legge, cui dovevano soggiacere i soli “romani”, i cristiani, le popolazioni conquistate dalle orde; il duello all’ultimo sangue, vera e propria sentenza di cassazione per questo mondo barbarico, ci risulta tutt’ora familiare nel suo concetto di legge del più forte. Il fenomeno feudale sembra tornato in auge ai tempi del web, che rappresenta un po’ il barbaro invasore di un mondo dominato dalle vecchie regole: è il regno dell’immateriale che inghiotte la fisicità delle fotografie, dei dischi in vinile, delle pellicole dei film, degli scontrini fiscali. Immateriali di per sé stessi, i signori del web spostano a capriccio la residenza e...

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