Per l'Atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2021-2023, il contribuente sarà il vero e proprio fulcro attorno al quale dovrà ruotare l'intero sistema fiscale del Belpaese. All'esatto opposto invece stanno i commercialisti, e più in generale chi fornisce servizi nell'area giuridico-tributaria, per i quali sono allo studio varie vie d'uscita.
Questo scenario è ben evidenziato fra gli obiettivi primari del suddetto atto di indirizzo, sottoscritto di recente dal nuovo Ministro dell'Economia e delle Finanze.
Nella parte iniziale dello stesso si legge infatti, testualmente, come il nuovo approccio orientato al contribuente (customer oriented) “richiede l'adozione di una strategia composita che passa, in primo luogo, dalla realizzazione di una piena digitalizzazione dei rapporti con i contribuenti e tra gli stakeholders, nell'ottica di facilitare gli adempimenti e minimizzarne i costi, rendendo così la compliance un fenomeno naturale, qualcosa che accade al semplice verificarsi dei presupposti previsti dalla legge, senza il bisogno di eccessivi oneri e formalità”.
Difficile non vedere fra i costi a carico dei contribuenti un riferimento, nemmeno tanto implicito, agli oneri relativi all'assistenza e alla consulenza in ambito tributario fornita dai commercialisti e da tutti coloro che aiutano i contribuenti negli adempimenti fiscali.
Secondo l'atto in oggetto questa attività di assistenza e consulenza fiscale ai contribuenti italiani può essere svolta, in maniera sempre più efficace, dai funzionari dell'Agenzia delle Entrate.
L'Amministrazione Finanziaria infatti, durante l'emergenza sanitaria, ha dato concreta dimostrazione della capacità di fornire risposte rapide ai bisogni dei contribuenti. Sulla base di tale prova sul campo il Ministro dell'Economia e delle Finanze, all'interno dell'atto di indirizzo in commento, ritiene che sia possibile utilizzare tali competenze per far crescere la fiducia dei cittadini nell'apparato fiscale.
Grazie a tale esperienza è possibile generare ricadute positive in termini reputazionali, contribuendo a consolidare il rapporto di fiducia tra contribuenti e Fisco e favorendo un incremento del livello di compliance.
Per quanto riguarda invece i consulenti fiscali la loro marginalizzazione verrà realizzata, progressivamente, per effetto del pieno sviluppo della digitalizzazione e all'ottimizzazione e ampliamento dei canali messi a disposizione dei contribuenti dall'Amministrazione Finanziaria.
Grazie a tali strumenti e alle loro implementazioni, l'Amministrazione Finanziaria potrà offrire ai contribuenti una visione chiara dei loro obblighi fiscali in un'ottica di maggiore trasparenza dei loro rapporti con il Fisco.
Le dichiarazioni precompilate saranno il grimaldello attraverso il quale verranno trasformati i rapporti fra i contribuenti e il Fisco a scapito, ovviamente, della categoria dei consulenti fiscali.
Lo strumento tecnico per la realizzazione di tale strategia saranno le convenzioni che verranno stipulate fra il Ministero e le agenzie fiscali.
Attraverso tali strumenti, l'atto di indirizzo delle politiche fiscali del triennio 2021-2023 intende puntare prioritariamente alla semplificazione degli adempimenti, al miglioramento dei servizi offerti ai contribuenti-utenti, all'incremento del livello di adempimento spontaneo degli obblighi tributari nonché al contrasto dell'evasione fiscale, delle frodi e degli illeciti.
