Nei giorni scorsi il Consiglio dei Ministri ha approvato la manovra 2019 e il collegato decreto fiscale contenente numerose misure, prime tra tutte quelle urgenti in materia fiscale. Tra queste, grande interesse e critica ha riscosso la nuova pace fiscale, che è strutturata per sanatorie differenti, in ragione delle diverse situazioni in cui può trovarsi il contribuente.
La sanatoria, che interessa tutti, è quella della presentazione di una dichiarazione integrativa speciale, in base alla quale si potrà far emergere fino a un terzo dell'imponibile rispetto all'anno precedente, entro un tetto massimo di 100.000 euro per singola imposta e per ciascun periodo d'imposta. Sono interessati gli anni fino a quello dichiarato entro il 31.10.2017. Sul maggiore importo dichiarato si dovrà applicare un'imposta sostitutiva (di Irpef, addizionali, Ires e Irap) del 20%. Tale imposta non comprende l'IVA per la quale dovrà essere applicata l'aliquota media del contribuente oppure, se non si riuscisse a determinarla, l'aliquota ordinaria del 22%. Questa dichiarazione integrativa “speciale”, che è preclusa a chi non ha regolarmente presentato la dichiarazione originale o ha omesso i versamenti dovuti, dovrà essere trasmessa entro il 31.05.2019 e i versamenti dovranno essere effettuati a luglio e a settembre 2019 con possibilità di rateizzazione come le altre sanatorie.
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