Nei mesi di giugno e luglio, in concomitanza con il periodo delle dichiarazioni annuali dei redditi, l’Agenzia delle Entrate irrompe prepotentemente sulla scena martellando contribuenti e professionisti con un vero e proprio diluvio di comunicazioni di ogni genere. Avvisi bonari, comunicazioni di anomalie sugli indicatori sintetici di affidabilità fiscale del triennio 2019-2021, richieste di produzione documentale ex 36-ter D.P.R. 600/1973 e, chi più ne ha, più ne metta.
Il gergo tecnico si chiama compliance o, se si preferisce, stimolo all’adempimento spontaneo dei contribuenti. Dal punto di vista dei contribuenti e dei professionisti che li assistono, sembra invece un’attività ai limiti dello stalking o giù di lì.
È in questo clima, davvero torrido, che si sta consumando l’ennesima stagione delle dichiarazioni annuali dei redditi, in attesa di quella revisione generale dei termini e degli adempimenti contenuta nella delega fiscale che, vista oggi, appare sempre più urgente quanto indispensabile.
Quest’anno, tanto per rendere ancora più complesso il tutto, è andata in scena anche la rottamazione-quater la cui scadenza del 30.06.2023 e i connessi malfunzionamenti del sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, hanno messo alle corde più di un operatore.
Non sono mancate prese di posizione ufficiali da parte delle principali associazioni sindacali dei...