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Imposte e tasse 25 Settembre 2020

Il magazzino della riscossione è ormai soltanto una casa di carta

Quasi mille miliardi di crediti vantati nei confronti di soggetti falliti, deceduti o nullatenenti, oppure troppo datati nel tempo.

Dei 987 miliardi di Euro di crediti dello Stato e degli enti locali, solo una minima parte può essere considerata ancora riscuotibile. In massima parte siamo di fronte a crediti vantati nei confronti di soggetti falliti, deceduti, nullatenenti. Anche quando non siamo in presenza di tali situazioni soggettive, i crediti hanno comunque scarse possibilità di essere riscossi perché sono troppo datati nel tempo. A tale ultimo proposito basti pensare che il 35% dei crediti ha infatti più di 10 anni, mentre il 34% di essi ha un’età compresa fra i 5 e i 10 anni. La fotografia, impietosa, del portafoglio crediti affidati alla riscossione alla data del 30.06.2020, è stata scattata dal direttore dell’Agenzia delle Entrate che ha elencato, nel corso dell’audizione del 14.09 alla Camera dei Deputati, tutte le criticità e le cause che hanno portato all’accumulo di un arretrato così pesante e difficile da smaltire. Si tratta in effetti di una vera e propria montagna di carta, formata da milioni di cartelle esattoriali, che Ruffini stesso non ha esitato a definire solo formalmente ancora da riscuotere. Questo spaventoso accumulo di debiti fiscali ha assunto proporzioni non coerenti con gli standard internazionali, come hanno già evidenziato sia OCSE che FMI. Tutto deriva dalla mancanza di una prassi operativa che imponga la cancellazione delle posizioni non più riscuotibili e dalla continua proroga...

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