Il mancato incasso non giustifica l’omesso versamento
L’omesso versamento penalmente rilevante ex art. 10-ter D.Lgs. 74/2000 sul presupposto di mancati incassi non esclude purtroppo la sussistenza del dolo generico e la conseguente incriminazione.
In termini difensivi, qualora non si riesca a ottemperare agli obblighi di versamento delle imposte per importi che superano le soglie di rilevanza penale, potrebbe essere verosimilmente esposta un'argomentazione difensiva che faccia leva sul fatto che l'imprenditore non possa ritenersi responsabile dell’omissione in argomento, nel caso in cui l'evento determinante la forza maggiore o lo stato di necessità non sia imputabile all'imprenditore, sia imprevedibile e dunque non altrimenti evitabile. Il richiamo ai principi di matrice penalistica contenuti negli artt. 45 e 54 c.p. potrebbero essere utili, senonché nella prassi imprenditoriale le vicende che riguardano la configurabilità di omessi versamenti, penalmente rilevanti, si intrecciano con la complessità delle occorrenze contingenti dell’impresa stessa, non sempre pienamente rispondenti e coerenti con le accennate ipotesi della forza maggiore o dello stato di necessità.
I principi appena espressi emergono in un recente intervento della III Sez. Pen. della Cassazione (sent. 31.07.2023, n. 33430). In pratica, l’omesso versamento, nel caso in cui assuma rilevanza penale, che è dipeso dal mancato incasso per inadempimento dei propri clienti, non esclude la sussistenza del dolo generico richiesto dall'art. 10-ter D.Lgs. 74/2000, atteso che l'obbligo del versamento prescinde dall'effettiva riscossione delle relative somme e che il mancato...