Utilizzare gli acronimi può aiutare a strutturare richieste complesse all’intelligenza artificiale. Non si tratta di inventare concetti nuovi, ma di dare loro una forma facilmente ricordabile, a fissare un metodo nella mente e a renderlo applicabile in modo automatico nella pratica quotidiana.
Circa 2 anni fa mi sono inventato CIAO (Contesto, Impersonificazione, Argomento, Obiettivo) ora è la volta di SOS che sta per Screenshot, Obiettivo, Soluzione e rappresenta una sequenza logica che guida l’interazione dall’input all’output desiderato da utilizzare specialmente in ambito tecnico.
Il primo passaggio, Screenshot, consiste nel mostrare al modello il punto di partenza reale e quale migliore soluzione di uno screenshot della tabella Excel, di una dashboard Power BI, di un errore di codice, di un risultato inatteso oppure l’immagine di un documento che vogliamo modificare o impaginare. L’importante è fornire al modello una rappresentazione concreta e non ambigua della situazione iniziale, il modello deve “vedere” la situazione concreta, non una sua interpretazione astratta.
Il secondo passaggio è l’Obiettivo. Qui si esplicita con precisione cosa si vuole ottenere: può essere una descrizione, uno screenshot, ad esempio con un file Excel già impostato, un layout finale creato manualmente o persino uno schema abbozzato a mano. Il tutto per esprimere un risultato atteso chiaro e concreto e orientato al risultato finale.
Il terzo passaggio è la Soluzione, che ovviamente non viene fornita dall’utente ma scelta come modalità di output. Qui si indica come deve essere restituita la risposta: spiegazione concettuale, elenco numerato di passaggi... Ad esempio, possiamo chiedere un codice che riporti tutte le misure necessarie a costruire una dashboard per l’analisi di bilancio, pronto da incollare direttamente in Power BI, risparmiando tempo ed evitando attività ripetitive.
Il valore del metodo SOS sta nella sua ripetibilità. Una volta interiorizzato, diventa un riflesso operativo che migliora la qualità delle risposte indipendentemente dallo strumento o dal linguaggio utilizzato. Inoltre, rende il dialogo con l’AI tracciabile e verificabile, caratteristica essenziale in ambito professionale.
In sintesi, SOS non è una tecnica di prompt “creativa”, ma un metodo di lavoro. Trasforma l’intelligenza artificiale da assistente generico a vero strumento operativo, integrabile nei processi di analisi, controllo di gestione e business intelligence. È proprio questa disciplina nell’interazione che fa la differenza tra usare l’AI e lavorare davvero con l’AI.
