RICERCA ARTICOLI
Consulenza aziendale, commerciale e marketing 20 Dicembre 2025

Il paradosso dello studio

Con la produttività oraria media si riesce a individuare lo stato di salute gestionale dello studio. Con valori troppo bassi è necessario analizzare il problema e trovarne le cause.

Da consulente gestionale di studi professionali, mi confronto ogni giorno con titolari e collaboratori per individuare le criticità dello studio e capire come affrontarle.Quando si vuole analizzare lo stato di salute gestionale di una struttura, un ottimo punto di partenza è rappresentato dalla produttività oraria media: un indicatore semplice, ma estremamente rivelatore.Puoi immaginarla come un termometro. Quando misuriamo la temperatura del paziente, cosa possiamo intuire da quel valore? Il significato che gli diamo dipende tutto dai parametri con cui lo confrontiamo. 37 gradi, ad esempio, rappresenta un certo tipo di soglia negli umani, mentre ha un significato completamente diverso per un gatto. Per questo, durante la misurazione, è importante avere sempre a disposizione 2 elementi: lo strumento per misurare (il termometro appunto, che nel caso dello studio è la produttività oraria media) e un parametro di riferimento che chi fornisca una chiave di lettura (il benchmark, valore medio di mercato con cui raffrontare la nostra misurazione). Nel caso della febbre è facile: il benchmark è 37 gradi. Se lo superi, scatta un allarme.Con la produttività oraria media rileviamo otteniamo la stessa cosa: un indicatore macro, immediato, che ci permetta di capire se c’è un problema e se vale la pena approfondire.Il calcolo è semplice: fatturato annuo diviso ore necessarie a conseguirlo, ovvero le ore effettivamente lavorate per i clienti (non tutte le ore lavorative dello...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.