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Contabilità e bilancio 15 Marzo 2021

Il primo documento scritto dell’uomo? Una contabilità

Nascita del potere statale (III° millennio A.C.) attraverso la registrazione di entrate-uscite e la retribuzione dei lavoratori pubblici: mancando la moneta, l'unità di misura era una razione di birra.

C’è un grande dibattito su quale sia il più antico documento scritto oggi in nostro possesso, ma è indiscusso il fatto che si tratti di un foglio contabile. La candidatura più promettente appartiene a una serie di tavolette cuneiformi in argilla provenienti da Ur, la città di Abramo nel moderno Iraq meridionale, che si gioca il primato con altri reperti egizi, precolombiani (America centrale) e cinesi, tuttavia quello che ci preme qui evidenziare è come in tutti questi casi il contenuto dei primi documenti scritti sia sempre lo stesso: numeri. Non poemi epici, né preghiere agli Dei o dichiarazioni d’amore, che arriveranno un migliaio di anni più tardi, ma aride cifre. Intorno a 5.000 anni fa, il fenomeno della scrittura si è manifestato contemporaneamente in diverse parti del mondo, un po’ come accaduto con l’agricoltura. Ed è indubbio che la scrittura rappresenti di gran lunga la più importante scoperta dell’uomo, unico mezzo per procedere in un pensiero complesso che richiede un minimo di calcoli e analisi. Le tavolette di Ur si riferivano alla distribuzione di razioni di birra e ci fanno comprendere diversi aspetti della nascita del potere statale, mostrandoci una pubblica amministrazione che registra entrate e uscite e uno Stato che retribuisce i lavoratori per le loro prestazioni. Nel 3.000 A.C. ci si rendeva conto della necessità di tenere traccia delle...

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