Continua l'ingente consumo di suolo con le relative problematiche ambientali ed economiche.
L’annuale Rapporto di Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) ha pubblicato il report 2022 sul tema “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici” evidenziando la ripresa, nell’anno 2021, del consumo di suolo (superfici impermeabilizzate) con notevole intensità.
Nel 2020 si registrò un incremento della superficie nazionale impermeabilizzata di 5.200 ettari; nel 2021 tale valore ha raggiunto 6.900 ettari, arrivando nella sua entità complessiva al 7,13% del territorio nazionale. È opportuno considerare che, fra il 2006 e il 2012 la percentuale di suolo impermeabilizzato è passata dal 6,75% al 6,95% (media annua +0,33%) per poi segnare, dal 2015 al 2021 incrementi medi annui dello 0,02%, fino a raggiungere l’attuale (2021) 7,13%. La media di suolo impermeabilizzato, a livello europeo, è del 4,2%.
Prendendo a riferimento il suolo utile, la quota impermeabilizzata in Italia è superiore al 10%: le Regioni con le più alte quote di suolo consumato sono la Lombardia (12,12%), il Veneto (11,90%) e la Campania (10,49%). Nel 2021 gli incrementi più rilevanti di suolo consumato si sono registrati in Lombardia (+883 ettari), Veneto (+684 ettari), Emilia-Romagna (+658 ettari), Piemonte (+630 ettari) e Puglia (+499 ettari).
Il consumo di suolo rappresenta un problema soprattutto dal punto di vista economico, per la perdita dei servizi...