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Imposte e tasse 29 Agosto 2023

Il regime agevolato del Patent Box a supporto della ricerca e sviluppo

La deduzione fiscale che concede un risparmio diretto del 30,69% delle spese alle imprese che investono in software, brevetti, disegni e modelli, cumulabile con altre agevolazioni in materia.

L’introduzione con la legge di Bilancio per il 2022 (L. 30.12.2021, n. 234) del nuovo regime del Patent Box ha apportato importanti modifiche rispetto la disciplina istitutiva, rendendo l’agevolazione maggiormente attrattiva per le imprese che investono in attività di ricerca e sviluppo. Il Patent Box è un regime agevolativo opzionale connesso alle spese sostenute nello svolgimento di attività di ricerca e sviluppo in relazione a software protetti da copyright, brevetti industriali e disegni e modelli giuridicamente tutelati, che consente di ottenere un risparmio fiscale attraverso la maggiorazione del 110% dei costi relativi a tali attività. L’agevolazione permette infatti un risparmio fiscale ai fini IRAP e IRES, traducibile in un beneficio in termini di minori imposte per le imprese pari al 30,69% delle spese sostenute. A titolo d’esempio, per 100.000 euro di spese sostenute per lo studio, l’ideazione e la realizzazione di un brevetto, si avrà una maggiorazione del 110% di tali spese, con conseguente beneficio fiscale di 30.690 euro: 100.000 euro * 110% * (24% IRES + 3,9% IRAP). Possono beneficiare del regime tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa (società di capitali, società di persone e ditte individuali) che esercitano attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica e attività di tutela legale dei diritti sui beni immateriali, relative a software protetti da copyright, brevetti industriali, disegni e modelli giuridicamente tutelati. Le imprese possono ottenere l’incentivo relativamente alle seguenti spese: 1) personale; 2) quote di ammortamento relative ai beni mobili strumentali e ai beni immateriali utilizzati; 3) servizi di consulenza e servizi equivalenti; 4) materiali, forniture e altri prodotti analoghi; 5) mantenimento dei diritti su beni immateriali agevolati, il rinnovo, la loro protezione; 6) per le attività di prevenzione della contraffazione e la gestione dei contenziosi. L’incentivo risulta un’ottima opportunità per le imprese poiché sono ammissibili al beneficio anche spese già sostenute, fino a 8 anni antecedenti l’ottenimento della privativa, a partire dal 2021 (c.d. meccanismo di recapture). Inoltre, tali spese sono agevolate sia dal Patent Box che dal credito d’imposta ricerca e sviluppo 2015-2019, sia dal credito d’imposta ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e design attuale, permettendo di ottimizzare i costi sostenuti e da sostenere. Per ottenere il beneficio è necessario che il soggetto destinatario ne dia comunicazione nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta al quale si riferisce l’opzione, ha durata quinquennale, è irrevocabile e rinnovabile a decorre dal periodo d'imposta in cui si ottiene un titolo di privativa industriale.
Barbieri Marta