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Imposte e tasse 16 Giugno 2022

Il regime doganale del perfezionamento passivo

Il regime del perfezionamento passivo prevede l'esportazione temporanea delle merci al fine di essere lavorate per poi essere reimportate nel Paese originario. La reimportazione ha per oggetto i prodotti risultanti dalle lavorazioni.

Il regime doganale del perfezionamento passivo si concretizza con l’invio delle merci all’esterno della UE per subire lavorazioni e in seguito vengono reimportati i prodotti che scaturiscono dalle predette lavorazioni. I prodotti risultanti dalle lavorazioni vengono anche definiti prodotti compensatori. Questi ultimi vengono poi immessi in libera pratica in esenzione dai dazi di importazione. Il perfezionamento passivo assume questa nomenclatura per via delle passività che implica per il Paese che effettua l'esportazione temporanea. Infatti, il regime del perfezionamento passivo genera un'uscita di risorse finanziarie dal Paese esportatore verso il Paese dove le merci verranno lavorate. La ragione economica principale non può che essere la scelta di effettuare le lavorazioni delle merci nei Paesi a basso costo della manodopera. Non a caso questo regime doganale è stato adottato dalla imprese inserite nei settori dove il peso della manodopera risulta rilevante nella produzione dei singoli prodotti. Per contro, questo regime causa inconvenienti socioeconomici all’Unione Europea. Inoltre, sotto il profilo strategico della produzione industriale e affrontando i profili riguardanti l’operations management, adottare tale regime doganale non implica l'acquisizione di un vantaggio competitivo sostenibile per le imprese. Il regime doganale del perfezionamento passivo è contenuto in una serie di regolamenti europei....

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