Allo sviluppo di piattaforme e strategie digitali per l’accesso al patrimonio culturale il piano destina 500 milioni di euro che si riferiscono a 12 progetti per:
- incrementare, organizzare, integrare e conservare il patrimonio digitale di archivi, biblioteche, musei e luoghi della cultura;
- offrire a cittadini e operatori nuove modalità di fruizione;
- sviluppare un’infrastruttura cloud e software per la gestione delle risorse digitali.
Si tratta di iniziative che ora potranno essere cospicuamente utilizzate offrendo un’estensione rispetto alle opportunità messe a disposizione durante una visita fisica. Il settore, in Italia, era indubbiamente più arretrato rispetto alle esperienze internazionali.
Le piattaforme digitali sono state ovviamente protagoniste anche delle iniziative live di teatri, con eventi a pagamento e coinvolgenti un’ampia audience. In questo caso le esperienze italiane sono state all’avanguardia e hanno visto fondazioni e teatri sviluppare interessanti iniziative le quali hanno visto raggiungere anche un pubblico nuovo.
Secondo i dati SIAE, nel 2020 si sono tenuti 7.927 eventi in live streaming. Vi sono quindi le basi affinché si possa proseguire e rendere stabili alcuni modelli di consumo che integrino i tradizionali canali di accesso.
Più che piattaforme pubbliche, è evidente che si devono sviluppare adeguate strutture incentivando i privati a costruire nuove esperienze per i consumatori. Non mancano le opportunità che andrebbero seguite e che possono offrire anche potenzialità internazionali per eventi esclusivi e teatri con grande seguito a livello globale.
