Economia 19 Ottobre 2018

Il sistema "Case a 1 euro". E vedrete che l'edilizia riparte


Anno 2000: le azioni della New Economy crollano e bruciano migliaia di miliardi (in lire). Gli italiani, il ceto medio in particolare, ripresero a investire sul mattone. Si è creato così l'ultimo boom edilizio nel nostro Paese. È una peculiarità di noi italiani, l'investimento nel mattone: finora non ha mai deluso. Purtroppo, il mercato è cambiato e dal 2008 si è continuato a costruire, ma si fa fatica a vendere. Abbiamo un numero elevato di abitazioni invendute (circa 1,2 milioni) e, nonostante negli ultimi 3 anni il numero di compravendite sia aumentato, i prezzi sono scesi ulteriormente (con rare eccezione nelle zone di pregio di alcune grandi città). L'offerta continua a crescere a fronte di una domanda che non cresce allo stesso modo. Il settore dell'edilizia direzionale è messo anche peggio: l'economia non cresce, non nascono nuove aziende e non c'è l'esigenza di avere uffici. Stessa situazione per l'edilizia industriale: ci sono migliaia di capannoni chiusi negli ultimi anni che basterebbero da soli a rispondere alla domanda di acquisto, se non fosse che sono anche obsoleti dal punto di vista strutturale e dell'efficienza energetica. Ultimo dato: circa 300.000 aste giudiziarie in Italia nel 2017, di cui 2/3 per unità abitative residenziali, che generano un ritorno sempre più basso rispetto alla richiesta iniziale e che determina un ulteriore...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.