Quel gran brutto vizio del sistema di interscambio nella fatturazione elettronica (SDI): aprire, leggere e archiviare la corrispondenza che riceve e che deve trasmettere. Se è vero infatti che lo SDI funge da postino nella filiera della fatturazione elettronica, è altrettanto evidente che il suo comportamento non è proprio ortodosso.
Ma è proprio grazie al suo comportamento un po’ sopra le righe che l’Agenzia delle Entrate potrà acquisire non solo i dati rilevanti fiscalmente di ogni singola fattura emessa o ricevuta (imponibile, aliquota IVA, eventuali spese riaddebitate, ecc.) ma anche, e forse soprattutto, i codici dei singoli articoli commercializzati dalle imprese, i prezzi e gli sconti praticati, le agevolazioni concesse ai clienti più fedeli, le condizioni di pagamento e quant’altro.
Ma queste informazioni cosa c’entrano con il contrasto all’evasione e al sommerso? In effetti le informazioni qualitative contenute nel corpo della fattura hanno poco a che vedere con tutto ciò e sembrano invece molto più interessanti ed appetibili per chi si occupa di marketing e profilazione, più o meno lecita, delle attività economiche.
Se lo scopo fosse soltanto quello di contrastare l’evasione, allora per il Fisco sarebbe sufficiente avere la “testata” e il “piede” della fattura elettronica che, in effetti, contengono i dati fiscalmente rilevanti ai...