RICERCA ARTICOLI
Imposte e tasse 14 Giugno 2023

Illegittima la contestazione Iva se non c’è consapevolezza della frode

Nella contestazione per fatture soggettivamente inesistenti, è illegittima la rettifica dell’Iva se l’Agenzia delle Entrate non dimostra la consapevolezza dell’utilizzatore della fattura (Cass., sent. 5.06.2023, n. 15749).

I giudici di legittimità si sono occupati di una contestazione per fatture soggettivamente inesistenti con cui l’Agenzia delle Entrate rettificava l’Iva su alcune operazioni di acquisto di prodotti agricoli. I verificatori, in particolare, ritenevano che la società contribuente avesse acquistato direttamente dai produttori e che, quindi, la società di commercializzazione fosse una mera “cartiera”. Nel primo grado di giudizio la Commissione Tributaria Provinciale di Pesaro rigettava il ricorso della società contribuente, mentre la Commissione tributaria regionale delle Marche ne accoglieva le ragioni. I giudici d’appello ritenevano che le evidenze documentali escludessero la partecipazione della contribuente al meccanismo della frode carosello. Ad avviso dei giudici regionali, innanzitutto, mancava la prova sotto il profilo soggettivo della consapevolezza della frode da parte della società utilizzatrice delle fatture; inoltre, a quest’ultima non si poteva addebitare il fatto di non conoscere, secondo l’ordinaria diligenza e sulla base delle modalità con cui erano stati intrattenuti i rapporti commerciali, le irregolarità fiscali e le carenze organizzative della società emittente le fatture. L’Amministrazione Finanziaria ricorreva dunque in Cassazione impugnando la sentenza di appello nella parte in cui riteneva che il Fisco non avesse dato prova della piena...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.