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Società
11 Agosto 2023
Impatto della CSRD e della rendicontazione ESG
Dopo qualche mese dall’approvazione definitiva della Direttiva, il settore delle Pmi sta cominciando gradualmente a prendere confidenza con i nuovi obblighi di rendicontazione.
L'acronimo CSRD, così come la rendicontazione non finanziaria, sta gradualmente entrando nel lessico aziendale e nelle dinamiche delle nostre Pmi. Esaurito il momento di inconsapevolezza, così come la non piena presa di coscienza del significato operativo, culturale e strategico derivante dalla rendicontazione ESG, le Pmi stanno adesso avviando i primi test sui processi di reporting.
Parliamo, in particolare, di quelle realtà che già oggi rientrano nei requisiti definiti dalla Direttiva e che saranno quindi chiamate a redigere il proprio report ESG a partire dall'anno fiscale 2025 (circa 4.000 nuovi soggetti contro gli attuali 300 circa già obbligati alla redazione della DNF).
Allo stesso modo, la recente pubblicazione del primo set di indicatori da parte dell’EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group, un ente che si occupa dei principi contabili a livello internazionale) permette sia agli addetti ai lavori (pratictioner) sia alle stesse aziende di cominciare a prendere confidenza con gli ambiti di rendicontazione, oltre che sulla quantità-qualità dei dati che vengono richiesti dal nuovo standard.
Se, quindi, da un punto di vista operativo e metodologico stiamo assistendo all’avvio di un graduale, seppur faticoso, percorso di studio e comprensione della nuova dimensione di misurazione della performance aziendale (con relativo ampliamento del set di dati e informazioni da raccogliere e...