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Imposte e tasse 24 Ottobre 2019

Impugnabilità del diniego di autotutela secondo la Cassazione

Le condizioni che rendono possibile ricorrere contro il provvedimento di rifiuto dell'Agenzia delle Entrate.

La Corte di Cassazione, con la sentenza 26.09.2019, n. 24032, affronta il dibattuto tema della possibilità che il diniego di autotutela rientri fra gli atti autonomamente impugnabili dinanzi alle Commissioni tributarie. L'art. 19, D.Lgs. 546/1992 fornisce un elenco di atti impugnabili e tra questi non figura il provvedimento con il quale l'ente impositore rigetta l'istanza di autotutela, ma soltanto una categoria residuale di atti per i quali la legge ne preveda l'autonoma impugnabilità che non pare comunque evocare il provvedimento di cui si dibatte. Il tema centrale è quindi capire se l'elenco stilato dal legislatore sia o meno tassativo. La giurisprudenza nel corso degli anni non è stata sempre univoca, ma ha lasciato ampie aperture interpretative che fanno propendere per un ampliamento dell'elenco di cui al citato art. 19 anche ad altri atti atipici che possono essere costituiti da atti che cristallizzano la volontà impositiva, atti con vizi propri o inficiati da vizi estranei, nonché casi atipici di silenzio-rifiuto. La Suprema Corte, nella sentenza in commento, ha analizzato un ricorso proposto da una società che, avendo omesso di impugnare 2 avvisi di accertamento, ne aveva chiesto il successivo annullamento in autotutela sulla base di una loro illegittimità per vizi originari e per la sopravvenienza di fatti successivi alla loro emissione. L'istanza veniva rigettata e la...

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