IMU e scuole paritarie: un “ingiusto” punto di domanda
La questione se gli enti non commerciali che gestiscono scuole paritarie debbano pagare l’IMU sugli immobili utilizzati per tale attività è un’interminabile gara con 4 concorrenti (Comuni, MEF, Commissioni tributarie e Corte di Cassazione).
La stampa specializzata ha dato notizia della recente sentenza della Corte di giustizia Tributaria di primo grado di Roma (7558/2023) che ha riconosciuto il diritto all’esenzione dall’IMU dell’immobile posseduto e utilizzato da un ente non commerciale che gestisce una scuola paritaria.
In sé si tratta di una decisione di merito e di primo grado che, da quanto è dato conoscere attraverso gli organi di stampa, conferma il diritto all’esenzione IMU in quanto il caso concreto ha tutti i requisiti richiesti dal D.M. 200/2012 e gli importi delle rette pagate dalle famiglie sono conformi alle Istruzioni ministeriali dei modelli dichiarazione IMU ENC (non devono superare il costo medio pagato dalla Stato per la scuola pubblica non paritaria). Il merito della decisione non è la notizia, in quanto pare non sviluppare nuovi argomenti a supporto del diritto all’esenzione, ma che nella (purtroppo infinita) gara a dare la corretta interpretazione di tale diritto un concorrente ha fatto uno scatto in avanti ribadendo che se le rette incassate sono inferiori al costo medio dello Stato l’immobile è esente da IMU. Questa è anche la posizione del MEF (con le istruzioni alla dichiarazione IMU).
Diversa è, invece, l’interpretazione accolta da quelle Amministrazioni Comunali (che in Italia sono in totale 7.901, e ciascuna è un ente impositore autonomo) che decidono di notificare un atto di accertamento...