La prima particolarità degli immobili appartenenti alla categoria speciale D, ad esclusione dei fabbricati di categoria D/10 (riservata agli immobili strumentali rurali), risiede nel fatto che il loro gettito, già a decorrere dal 2012, non è esclusivamente introitato dagli Enti di competenza.
Il tributo Imu viene destinato all’Erario per la quota dello 0,76%, mentre un eventuale aumento a cura dell’Amministrazione comunale, con il tetto massimo del 1,06%, è destinato alle casse comunali: la norma di riferimento è contenuta nell'art. 1, c. 753 L. 160/2019 “Per gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D l’aliquota di base è pari allo 0,86%, di cui la quota pari allo 0,76% è riservata allo Stato, e i comuni, con deliberazione del consiglio comunale, possono aumentarla sino all’1,06% o diminuirla fino al limite dello 0,76%”.
Il codice tributo per il versamento della quota erariale è 3925, mentre il codice tributo per l’eventuale incremento comunale è 3930. In caso di mancato versamento contestato dal comune, il gettito recuperato sarà ad esclusivo vantaggio del Comune.
Per la determinazione della base imponibile possono verificarsi due diverse situazioni. Se l’immobile è censito catastalmente con l’attribuzione di rendita, segue le regole generali, ossia si dovrà assumere la rendita catastale, rivalutarla del...