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Imposte e tasse 10 Luglio 2019

IMU, un occhio di riguardo per società agricole


Mentre si è avviata una riforma in materia di finanza locale, che unificherà Imu e Tasi e poco altro, il legislatore è intervenuto con una norma interpretativa che dovrebbe tranquillizzare le società agricole in possesso della qualifica di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo professionale (Iap) sulle esenzioni previste in materia di IMU. La norma interpretativa, con decorrenza retroattiva, è contenuta nell’art. 16-ter D. L. 30.04.2019 n. 34 (decreto Crescita) convertito nella L. 58/2019. I soggetti che sono in possesso della qualifica di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale, iscritti nella previdenza agricola, beneficiano di queste due agevolazioni: 1) esenzione totale da Imu per i terreni agricoli posseduti e condotti direttamente, indipendentemente dalla loro collocazione e quindi anche in pianura (art. 1, c. 13 L. 2018/2015); 2) assimilazione delle aree edificabili a quelle agricole in quanto, ai sensi dell’art. 2, lett. b) D.Lgs 504/1992, sono considerate agricole se possedute e coltivate da coltivatori diretti e Iap; quindi, essendo queste aree considerate terreni agricoli, scatta l’esenzione di cui al punto precedente. L’art. 16-ter D.L. 34/2019 dispone che le agevolazioni tributarie riconosciute ai fini dell’imposta municipale propria si intendono applicabili anche alle società agricole di cui all’art. 1, c. 3 D.Lgs. 99/2004, alle condizioni previste...

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