Economia 24 Febbraio 2022

In carrozza!

Bene, ci siamo. Quasi fuori dalla pandemia, superato lo scoglio della Presidenza della Repubblica, alle prese con i progetti PNRR, siamo chiamati a delineare un orizzonte, un percorso e, addirittura, una visione.

C’è un concetto elaborato da Marx e poi ripreso da molti economisti non certo marxisti, che descrive bene la capacità di sviluppo del capitalismo anche maturo. È il concetto di Intelletto Generale, o del sapere e del senso generale che rappresenta la capacità dell’umanità di recuperare razionalità anche in situazioni disastrose. Non a caso è stato notato come non si sia persa la tendenza alla ricerca e all’innovazione anche in concomitanza con periodi tra i più disastrosi per l’umanità, come le due guerre mondiali e le crisi economiche. È una componente di fondo che, insensibile alle perturbazioni (e che perturbazioni!), permette di ripartire da livelli di progresso del sapere umano più alti di quelli iniziali. È come un treno che prosegue il suo cammino verso la destinazione incurante di tutto ciò che gli accade intorno e che, nonostante deviazioni e rallentamenti, riesce sempre a riprendere la sua marcia trasportando vecchie e nuove idee.

Leggendo i giornali mi sono imbattuto in un titolo: “La grande frattura”. Era una sintesi di un’analisi dell’attualità. L’articolo parla del divario sempre più grande tra i pochi ricchi e i molti poveri. Di crisi energetica, di evasione fiscale, di truffe sui bonus. Anche la Banca d’Italia e molte altre agenzie segnalano intoppi sui binari e problemi al locomotore.
Per esempio, sembrano annullati gli effetti positivi della globalizzazione che avevano ridotto il divario della ricchezza pro-capite: il reddito giornaliero di 1,9 dollari è tornato a interessare il 10% della popolazione mondiale. C’è un’inflazione evidente e una nascosta, poiché dal 1995 i salari della classe media sono aumentati, nei Paesi OCSE, del 20%, mentre il prezzo delle case del 200%.
In Italia, in 30 anni, i salari sono diminuiti del 2,9%, in Francia cresciuti del 31,1%, in Germania del 33,7%.
Sono tutti macigni che fanno deviare e rallentare il treno, che non è naturalmente destinato a raggiungere solo le stazioni di maggiore ricchezza materiale, ma anche quelle di maggiore benessere, di sostenibilità ambientale, di convivenza pacifica, di vita piena.
Ecco allora che, dopo la pandemia, alcune carrozze si sono caricate di altri significati che indicano altre destinazioni, che utilizzano nuove risorse, che permettono a tutti di acquistare un biglietto e di decidere quale strada prendere. Il sapere generale, o anche il buon senso generale, ha la responsabilità di muovere gli scambi e alimentare la locomotiva.
Le stesse agenzie di analisi indicano almeno 2 fattori positivi capaci di manovrare o informare il sapere generale.
  • Il 1 ° (e non avevo dubbi) è il carburante dell’investimento nel capitale umano. Perché è chiaro che l’intelletto generale è il lavoro dei singoli cervelli, è il lavoro dell’istruzione e della ricerca, della formazione a tutte le età.
  • Il 2° è il capitale sociale e il welfare che ci ripara in parte dalle perturbazioni della vita e ci consente di costruire un senso di marcia.
Bisogna risalire in carrozza, possibilmente tutti insieme. Con una speranza, figlia di decenni di disastrosa mancanza di visione strategica: che a guidare il convoglio siano i migliori. È interesse di tutti, soprattutto di chi migliore non è.