Leggendo i giornali mi sono imbattuto in un titolo: “La grande frattura”. Era una sintesi di un’analisi dell’attualità. L’articolo parla del divario sempre più grande tra i pochi ricchi e i molti poveri. Di crisi energetica, di evasione fiscale, di truffe sui bonus. Anche la Banca d’Italia e molte altre agenzie segnalano intoppi sui binari e problemi al locomotore.
Per esempio, sembrano annullati gli effetti positivi della globalizzazione che avevano ridotto il divario della ricchezza pro-capite: il reddito giornaliero di 1,9 dollari è tornato a interessare il 10% della popolazione mondiale. C’è un’inflazione evidente e una nascosta, poiché dal 1995 i salari della classe media sono aumentati, nei Paesi OCSE, del 20%, mentre il prezzo delle case del 200%.
In Italia, in 30 anni, i salari sono diminuiti del 2,9%, in Francia cresciuti del 31,1%, in Germania del 33,7%.
Sono tutti macigni che fanno deviare e rallentare il treno, che non è naturalmente destinato a raggiungere solo le stazioni di maggiore ricchezza materiale, ma anche quelle di maggiore benessere, di sostenibilità ambientale, di convivenza pacifica, di vita piena.
Ecco allora che, dopo la pandemia, alcune carrozze si sono caricate di altri significati che indicano altre destinazioni, che utilizzano nuove risorse, che permettono a tutti di acquistare un biglietto e di decidere quale strada prendere. Il sapere generale, o anche il buon senso generale, ha la responsabilità di muovere gli scambi e alimentare la locomotiva.
Le stesse agenzie di analisi indicano almeno 2 fattori positivi capaci di manovrare o informare il sapere generale.
- Il 1 ° (e non avevo dubbi) è il carburante dell’investimento nel capitale umano. Perché è chiaro che l’intelletto generale è il lavoro dei singoli cervelli, è il lavoro dell’istruzione e della ricerca, della formazione a tutte le età.
- Il 2° è il capitale sociale e il welfare che ci ripara in parte dalle perturbazioni della vita e ci consente di costruire un senso di marcia.
