Economia 25 Febbraio 2021

Alle sorgenti della competenza

Le nostre capacità sono state spesso acquisite in un passato che non esiste più, rendendo necessario un atteggiamento di apertura per cogliere i cambiamenti: è una realtà che risuona e dobbiamo essere capaci di ascoltarla.

Alcune parole non passano certo di moda, ma subiscono un destino carsico: si inabissano nella dimenticanza e poi, periodicamente, riaffiorano alla memoria. Una di queste parole è certamente “competenza”: rappresenta una qualità sempre ricercata, intendiamoci, ma a volte è oscurata dai clamori, dal sapersi presentare, da ingannevoli curricola, da esperienze discutibili. È prepotentemente tornata di moda, essendo legata al mondo tecnico, al saper fare, al dover affrontare mondi specializzati, come ci è purtroppo capitato ultimamente con la pandemia. E riaffiora anche nel mondo economico, nel calcolo costi-benefici, nei sussidi o negli investimenti, nelle aperture o nei ristori, nel piano di spesa fatto di risorse mai viste in precedenza. Mi ricordo che non molto tempo fa (ma in certi contesti avviene anche ora) si sceglievano le persone, i collaboratori, non per la competenza, ma per l’affidabilità, per la reputazione. Se le persone erano giovani e alle prime armi, ci si affidava non alle loro esperienze, ma alla reputazione familiare o al buon nome e all’immagine positiva che avevano all’interno di una comunità. Poi ci pensava l’esperienza diretta sul lavoro a costruire la competenza specifica necessaria. Facendo appello alla mia esperienza di formatore, potrei dire che la formazione non vuole significare dominio del mondo, ma trasformazione della relazione con il mondo. Mi spiego. Le...

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