La Fondazione Senza Frontiere sempre a fianco del popolo Brasiliano

CLICCA QUI

Il commento e la critica delle più importanti notizie del momento

 
IMPOSTE E TASSE 30/06/2020

Indennità Covid-19 di maggio in automatico

Fanno eccezione i professionisti iscritti alla Gestione Separata Inps che necessitano di una nuova domanda, dovendo valutare un calo di reddito nel bimestre marzo-aprile 2020 rispetto al 2019.

Dal 19.06.2020 è possibile presentare l'istanza per richiedere l'indennità Covid-19 relativa al mese di maggio, pari a 1.000 euro, per i liberi professionisti titolari di partita Iva attiva alla data del 19.05.2020, iscritti alla Gestione Separata Inps, non titolari di trattamenti pensionistici diretti, non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatorie. Inoltre, è necessaria una riduzione di almeno il 33% del reddito del bimestre marzo-aprile 2020 rispetto a marzo-aprile 2019. Il reddito viene determinato secondo il principio di cassa, come differenza tra ricavi/compensi incassati e spese sostenute, comprese le eventuali quote di ammortamento. L'indennità spetta anche ai professionisti che partecipano a studi associati.
Pertanto, questi soggetti sono gli unici a dover presentare un'ulteriore domanda, poiché per gli altri beneficiari vale l'automatismo che ha già operato (in questo caso per la totalità dei destinatari) nel mese di aprile.
Esempio: per i collaboratori coordinati e continuativi che hanno già fruito del bonus per i mesi di marzo e aprile, l'indennità di maggio spetta automaticamente, se hanno cessato il rapporto di lavoro alla data del 19.05 (come riportato dalla notizia sul sito dell'Inps del 19.06.2020); nemmeno per i lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termal è necessaria una nuova domanda, se si è già fruito dell'indennità nei mesi di marzo e aprile.
Di conseguenza, nel caso in cui sia già presentata domanda nel mese di marzo, sarà arrivata automaticamente anche quella di aprile nella misura di 600 euro, mentre soltanto per i professionisti “scassati” occorre effettuare un'ulteriore verifica che implica l'invio di un'ulteriore domanda.
L'art. 84 D.L. 34/2020 prevede che il principio da considerare per la determinazione del reddito, ai fini della verifica del decremento, sia il principio di cassa e siano da considerare anche gli ammortamenti (da ragguagliare ai 2 mesi del 2019 e ai 2 mesi del 2020). In concreto, occorrerà quindi effettuare una sorta di micro-bilancio rapportato ai 2 mesi di osservazione. A parità di costi, è ovvio che un calo di fatturato, dovuto alla chiusura dell'attività, implicherà anche un calo di reddito.
Esempi:
- Ricavi bimestre 2019: 20.000. Costi: 8.000. Ammortamenti annuali 2019:12.000, quindi per 2 mesi: 2.000. Reddito bimestre 2019: 10.000.
- Ricavi bimestre 2020: 5.000. Costi: 1.000. Ammortamenti 2020: 12.000, quindi per 2 mesi 2.000. Reddito bimestre 2020: 2.000.
Il 33% di 10.000 è 3.300. Ci deve essere stato un decremento almeno di 3.300 euro, quindi il reddito del bimestre marzo-aprile 2020 deve essere sotto i 6.700 euro. Nel caso in esempio, essendo di 2.000 euro, è ben sotto la soglia richiesta; pertanto, l'indennità di maggio spetta e può essere richiesta.
La domanda, come la precedente, deve essere presentata attraverso i canali telematici dell'Inps accedendo con le proprie credenziali o avvalendosi di un patronato.