Nel 2017 il 30% circa degli accertamenti effettuati è divenuto definitivo in seguito alla totale inerzia del contribuente destinatario. Ciò significa che, una volta ricevuto l’avviso di accertamento, 3 contribuenti su 10 non si sono minimamente attivati né per avviare una delle procedure deflattive del contenzioso prevista dalla legge, né hanno provveduto a impugnarlo entro i termini consentiti. Ovviamente questi contribuenti non si sono nemmeno attivati per procedere all’estinzione dell’obbligazione contenuta negli avvisi di accertamento, tramite il pagamento, integrale o rateizzato, della pretesa stessa.
Quello appena descritto costituisce un fenomeno estremamente preoccupante al quale la Corte dei Conti, nei suoi giudizi annuali sul rendiconto generale dello Stato, dedica da tempo una particolare attenzione. I dati si leggono nell’ultimo rendiconto depositato dai magistrati contabili riferito all’annualità 2017, che evidenzia la diffusa presenza nel tessuto economico-produttivo italiano di molteplici posizioni marginali, se non addirittura patologiche (soggetti irreperibili, falliti, ecc.) considerato che in questi casi la mancata definizione bonaria dell’accertamento, con la conseguente forte riduzione delle sanzioni, o la mancata contestazione in sede contenziosa, implica un evidente pregiudizio all’interesse individuale.
E va da sé, precisa la Corte dei Conti, che a fronte di un tale...