Economia 09 Agosto 2022

Infrastrutture, riflessi sul valore aggiunto degli investimenti PNRR

La spesa per investimenti in infrastrutture e mobilità genererà circa 37,8 miliardi di euro di valore aggiunto e un tasso di ritorno aggregato pari al 63% (77% per gli investimenti in costruzioni e 88% per quelli in ricerca e sviluppo).

La disponibilità di ingenti risorse, messe a disposizione dallo strumento Next Generation EU, rappresenta per l’Italia un’occasione unica per rafforzare, tra le altre cose, il proprio sistema infrastrutturale.
La crescita degli investimenti segna inoltre un netto cambio di passo rispetto al passato: dalla crisi finanziaria globale del 2008 fino al 2021 la spesa si è contratta in media del 2,8% l’anno, 5 volte il tasso a cui è decresciuto il Pil nello stesso periodo.
Nel prossimo decennio la spesa per il settore infrastrutturale crescerà in media dell’1,7% l’anno (+1,5% la media dell’Eurozona), nettamente al di sopra delle previsioni pre-pandemia (+0,9%). La crescita sarà più accentuata nel periodo 2021-2026 (+2,6%) e più contenuta nei successivi 5 anni (+0,9%) per effetto di una minore spesa pubblica e della riduzione della forza lavoro dovuta all’invecchiamento della popolazione. A fotografare la situazione è un focus di Sace, con uno studio realizzato da Oxford Economics e un’analisi del Cresme.
La crescita attesa della spesa in infrastrutture supererà, nel periodo in esame, quella prevista per il Pil, grazie agli ingenti fondi a disposizione, alle riforme attuative previste e, non da ultimo, alla rinnovata fiducia sia nazionale che estera”, spiega Sace.

Questa dinamica si riflette anche sul rapporto spesa per infrastrutture/Pil che nei prossimi 10 anni si attesterà in media al 2,8% (rispetto al 2,3% medio del periodo 2015-2021), raggiungendo alla fine il 3%.
A crescere di più da qui al 2026 saranno porti, aeroporti e ferrovie (+ 3,8% l’anno), seguiti da infrastrutture per l’energia elettrica e il gas (+3,2%), trainati dalla spinta al green e alla transizione energetica. Gli sviluppi infrastrutturali coinvolgeranno tutto il territorio nazionale, dalle direttrici ferroviarie Verona-Brennero e Napoli-Bari al porto di Genova, dal nuovo hub aeroportuale di Brescia ai nuovi impianti eolici offshore della Sardegna.
Il rapporto Sace sulle infrastrutture conferma la bontà della strategia volta a fornire al Paese la dotazione di capitale necessaria per aumentare la competitività e il benessere delle persone, in un’ottica di sostenibilità ambientale.
Il confronto internazionale mostra che in Italia gli investimenti in infrastrutture cresceranno nei prossimi anni più che negli altri paesi, anche oltre il 2026, anno di conclusione del PNRR.