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Società
04 Novembre 2022
Inosservanza delle clausole di prelazione: quali conseguenze
Si discute se l’inosservanza della clausola che intende ostacolare l'ingresso a soggetti non graditi, possa essere risolta mediante l’inserimento nello statuto di un diritto di riscatto esercitabile ogniqualvolta venga violata la clausola.
Ambito normativo - Il trasferimento di una partecipazioni sociale da parte di un socio ad altri soci o a terzi può essere sottoposto a particolari condizioni descritte nello statuto sociale o disciplinate da patti parasociali che possono riconoscere a favore di tutti, o di alcuni soci, un diritto di prelazione.
Con riferimento alle circolazione delle quote societarie di s.r.l. soccorre l’art. 2469 c.c. secondo cui le partecipazioni sono liberamente trasferibili per atto tra vivi e per successione a causa di morte, salvo contraria disposizione dell'atto costitutivo.
Tuttavia, il legislatore ha previsto al c. 2 del medesimo art. 2469 c.c. che si possa decidere di circoscrivere o di graduare l’efficacia della libera trasferibilità qualora l'atto costitutivo contenga le seguenti previsioni:
espressa intrasferibilità delle partecipazioni;
trasferimento delle quote subordinato al gradimento di organi sociali, di soci o di terzi senza prevederne condizioni e limiti;
condizioni o limiti che nel caso concreto impediscono il trasferimento per causa di morte.
In questi casi, il socio o i suoi eredi possono esercitare il diritto di recesso.
Violazione della clausola di prelazione: conseguenze - La violazione della clausola statutaria contenente un patto di prelazione comporta l’inopponibilità della cessione nei confronti della società e dei soci titolari del diritto di prelazione, e di conseguenza non sarebbe...