Le imprese ortofrutticole possono ampliare attività, lavorazioni e servizi a terzi mantenendo il regime fiscale agricolo, purché rispettino prevalenza, connessione e limiti previsti dal Tuir e dal D.M. 13.02.2015.
Manipolazione, trasformazione e servizi a terzi consentono alle imprese ortofrutticole di ampliare l’attività economica e incrementare la redditività mantenendo, entro precisi limiti normativi, il regime fiscale agricolo.Le imprese ortofrutticole oggi operano in un mercato sempre più competitivo, caratterizzato dalla necessità di garantire continuità nelle forniture, standard qualitativi elevati e una maggiore capacità organizzativa. In questo contesto molte aziende agricole affiancano alla produzione primaria attività di lavorazione, confezionamento, conservazione e commercializzazione di prodotti acquistati da terzi.La normativa fiscale consente tale evoluzione senza determinare automaticamente la perdita del regime agricolo. L’art. 32 del Tuir, in collegamento con l’art. 2135 c.c., riconosce infatti la possibilità di svolgere attività agricole connesse mantenendo, entro determinati limiti, la tassazione catastale del reddito.Nel comparto ortofrutticolo assume particolare rilievo il principio della prevalenza. L’impresa può lavorare e commercializzare prodotti acquistati da terzi soltanto se la produzione proveniente dal fondo aziendale resta prevalente rispetto a quella esterna.La verifica cambia a seconda della tipologia dei prodotti. Se i beni acquistati appartengono alla stessa categoria merceologica di quelli coltivati dall’impresa, il controllo deve essere effettuato in termini quantitativi. Se invece i prodotti sono diversi, la prevalenza viene...