Inquadramento Iva: realizzazione impianti all’estero e plafond
Se la fornitura completa di installazione (chiavi in mano) è inquadrabile come servizio, il plafond è a rischio per l’intero corrispettivo; a norma vigente il plafond è salvo, invece, per le cessioni a destino intra UE (art. 41, c. 1/c).
Su Ratio quotidiano del 18.10.2023 abbiamo evidenziato (risposte Ag. Entrate nn. 283/2023 e 304/2022) che se il fornitore non si occupa anche della costruzione (installazione), progettazione e fornitura dei componenti potrebbero non essere considerati nel contesto di un’operazione unica, ancorché contratto e prezzo siano tali.
Abbiamo anche segnalato, per il caso in cui il fornitore residente si occupi, invece, dell’intera operazione (caso 3 nella risposta n. 283/2023), le succinte osservazioni dell’Agenzia delle Entrate: “occorre valutare se la complessa operazione … sia qualificabile come prestazione dei servizi derivanti da un contratto di appalto avente ad oggetto la realizzazione di un impianto” nel qual caso “il trattamento della prestazione di servizi, configurabile come operazione principale (assorbente), si estenderà anche all’operazione ancillare di fornitura di beni”. Anche se nel caso specifico l’Agenzia delle Entrate non ha approfondito il tema, va da sé che laddove l’operazione unica sia inquadrata come servizio (vuoi art. 7-ter verso NR, vuoi art. 7-quater), il contribuente perde, per l’intero corrispettivo, la maturazione del plafond come esportatore abituale.
L’inquadramento appropriato (tutt’altro che agevole) può quindi determinare o meno la maturazione del plafond. Senza pretesa di esaustività, richiamiamo qualche altro precedente e...