Economia 24 Dicembre 2018

Interessi globali della comunità locale


Il 2019 nasce con gli stessi problemi del 2018. Non può essere altrimenti. Nella storia non ci sono svolte improvvise, se non in rari casi e non sempre positivi. Però qualcosa bisognerà pur fare per dare un indirizzo a questo anno, che ci auguriamo diverso e più felice di quello appena trascorso. Rimettiamo un po’ di cose al centro. Nel senso di una convergenza. Prendiamo per esempio la questione TAV, da molti anni diventata terreno di scontro e ora al centro dell’interesse di due movimenti contrapposti. Semplificando, è un tipico esempio di situazione dove la divisione sta già nelle idee di fondo: velocità sì, velocità no; decrescita felice contro sviluppo a tutti i costi e nelle emergenze quotidiane (ambiente e salute contro lavoro e benessere). La TAV è diventata un epifenomeno della nostra modernità. Se leggo le ragioni del no, più che la filosofia, mi convincono le preoccupazioni della gente che lì abita e vive. Se ragiono sulle motivazioni del Sì mi convince l’idea della necessità di entrare in rete, con l’Europa, con i porti, il Mediterraneo, con gli scambi di un’economia che non deve rimanere isolata. Alla fine credo che sia più saggio finire quest’opera e nel contempo, ripensare il modello di sviluppo che, più che ispirarsi a concetti di decrescita, dovrebbe delineare una crescita equilibrata. Per questo...

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