Gli ultimi rapporti in materia di Transizione digitale confermano che le Pmi domestiche si attestano ancora nella parte bassa della classifica, 18° posto in Europa secondo il Digital Index elaborato da Ambrosetti, ancorché in risalita, favorite tra l'altro dal Piano Nazionale Transizione 4.0.
È altresì noto come le imprese medio-grandi abbiano beneficiato delle agevolazioni di cui al pacchetto 4.0, mentre le micro-piccole non hanno usufruito (come auspicato) degli stessi bonus.
Ebbene, tenuto conto dell'attuale quadro normativo, appare opportuno che anche le micro-piccole imprese che intendono rimanere competitive e continuare a essere protagoniste nelle catene del valore, programmino gli investimenti utili per dotare le aziende di un set moderno, digitalizzato, con dotazioni di beni strumentali materiali ed immateriali, in modo tale da avere una “fabbrica connessa” e al centro del sistema degli scambi in cui la stessa opera.
Sul punto, oltre alle necessarie fonti di finanziamento, anche di terzi, come peraltro il sistema creditizio continua a sostenere con linee ad hoc, le agevolazioni cd. 4.0 a breve vedranno un significativo ridimensionamento e, pertanto, appare consigliabile non indugiare su una strategia a breve in merito a quanto in argomento.
Infatti, le “agevolazioni 4.0” (art. 1, cc. 1051-1063 L. 178/2020 e s.m.i.) assumono una diversa applicazione in ragione del tempo in cui viene effettuato...