Invitalia, rimborsi a fondo perduto dei costi sostenuti per DPI
Dal 4.05.2020 è iniziata la fase 2, ma non sarà un ritorno alla vita precedente il Covid-19. Sarà necessario adottare strumenti e comportamenti che permettano una ripartenza in sicurezza, senza correre il rischio di nuovi focolai d'infezione.
Ora che la fase più acuta dell'infezione sembra superata, l'attenzione si sposta dall'emergenza sanitaria a quella economica. Pensare a una ripresa delle attività significa immaginare un nuovo modo di agire che dovrà tenere conto della convivenza con il virus. Il distanziamento sociale non sarà sufficiente, occorrerà adottare tutti quegli strumenti che creano barriere al contagio, permettendo nel contempo di lavorare in sicurezza.
Sebbene manchi ancora un protocollo unico nazionale, tutte le aziende, chi più chi meno, hanno già da tempo iniziato ad acquistare DPI e a installare soluzioni a protezione degli operatori e dei clienti. Nell'ottica di un sostegno alle imprese per la ripartenza delle attività, sono state previste 2 misure volte a sostenere i costi per l'acquisto di tali dispositivi. La prima misura adottata è stata un credito d'imposta del 50% delle spese sostenute nell'anno 2020, con un tetto massimo di spesa pari a € 20.000 per ciascun beneficiario.
Alla vigilia dell'avvio della fase 2, Invitalia ha pubblicato il bando "Impresa Sicura", che prevede il rimborso delle spese sostenute dal 17.03 fino alla data di presentazione della domanda, per i seguenti acquisti:
- mascherine filtranti, chirurgiche, FFP1, FFP2 e FFP3;
- guanti in lattice, vinile e nitrile;
- dispositivi per protezione oculare;
- indumenti di protezione come tute o camici;
- calzari e...