Bandi, agevolazioni, bonus, contributi a fondo perduto 20 Gennaio 2026

Iperammortamento 2026: requisiti di origine e disciplina probatoria

Il decreto attuativo sull’iperammortamento 2026 introduce il vincolo di origine UE/SEE dei beni e nuovi criteri probatori. La compliance documentale diventa requisito essenziale; decreti direttoriali definiranno piattaforma GSE e modulistica.

Il decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dell’Economia e delle Finanze sull’iperammortamento 2026 introduce criteri probatori innovativi per accedere all’iperammortamento, vincolando l’agevolazione all’origine UE/SEE dei beni materiali e immateriali. Il rispetto formale dei requisiti documentali diviene ora condizione essenziale per poter accedere al beneficio e impone una nuova cultura della compliance tecnica e fiscale all’interno delle filiere produttive. Successivi decreti direttoriali definiranno l’apertura della piattaforma Gse e la modulistica. Il decreto interministeriale (attualmente al vaglio della Corte dei conti) dà attuazione concreta al nuovo impianto del c.d. “iperammortamento 2026” previsto dall’art. 1, cc. 427-436 L. 30.12.2025, n. 199 (legge di Bilancio 2026), introducendo per la prima volta il vincolo di origine territoriale UE/SEE dei beni quale condizione necessaria per poter accedere all’incentivo. Com’è noto, infatti, in linea con gli obiettivi di autonomia strategica dell’UE, il legislatore ha vincolato l’accesso all’agevolazione al rispetto di precisi obblighi documentali, differenziando le modalità di prova dell’origine per i beni materiali (Allegato IV) e immateriali (Allegato V).Per i beni materiali, l’art. 5, c. 2, lett. a) del decreto richiama il Codice Doganale dell’Unione (Reg. UE 952/2013), stabilendo 2 opzioni alternative, ovvero: - la produzione integralmente ottenuta nel...

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