Bandi, agevolazioni, bonus, contributi a fondo perduto
30 Giugno 2026
Iperammortamento: nessun esaurimento fondi possibile
La misura non funziona come il credito d’imposta 4.0 del 2025: il beneficio si traduce in una maggiore deduzione fiscale e non in un plafond da prenotare in ordine cronologico fino ad esaurimento della dotazione stanziata.
Il primo dato, preso da solo, potrebbe anche impressionare. Nei primi 10 giorni dall'apertura della piattaforma GSE, operativa dalle ore 12:00 del 12.06.2026, le comunicazioni preventive per il nuovo iperammortamento hanno superato quota 3.300, con investimenti prenotati per quasi 1,25 miliardi di euro. È una partenza sicuramente importante, ma sarebbe sbagliato leggerla con la stessa lente usata nel 2025 per il credito d'imposta 4.0, quando il tema era il progressivo consumo di risorse disponibili e, quindi, il rischio concreto di arrivare tardi. Qui la logica è diversa.L'iperammortamento, introdotto dall'art. 1, cc. 427-437 L. 30.12.2025, n. 199 e attuato dal D.I. 07.05.2026, non assegna alle imprese un credito compensabile in F24. Riconosce invece una maggiorazione del costo fiscalmente deducibile, rilevante ai fini Irpef e Ires attraverso maggiori quote di ammortamento o maggiori canoni di leasing. La misura copre gli investimenti effettuati dal 1.01.2026 al 30.09.2028, con aliquote di maggiorazione articolate su 3 scaglioni: 180% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, 100% per la quota tra 2,5 e 10 milioni, 50% per la quota tra 10 e 20 milioni, oltre la quale l'agevolazione non è riconosciuta. La differenza rispetto al credito d'imposta 4.0 non è solo tecnica. È la ragione per cui il sistema non può essere trattato come una corsa al fondo residuo. Nel credito d'imposta 4.0 il problema stava nel tetto massimo di spesa complessivamente prevista e...