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Imposte e tasse 24 Settembre 2019

Irap del professionista con l'apporto della moglie


La Cassazione, con la sentenza 9.09.2019, n. 22469, ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate presentato contro un promotore finanziario che aveva pagato 100.000 euro alla moglie per lavori di segreteria svolti nello studio professionale del marito. Ad avviso del promotore l'apporto lavorativo della moglie non faceva aumentare il suo fatturato e pertanto non faceva scattare nemmeno l'autonoma organizzazione. Dello stesso avviso la Commissione tributaria provinciale e la Commissione tributaria regionale delle Marche che avevano annullato l'atto impositivo. I giudici di Cassazione, al contrario, hanno ribaltato completamente il verdetto. Per i giudici di Piazza Cavour, “l'Irap afferisce non al reddito o al patrimonio in sé, ma allo svolgimento di un'attività autonomamente organizzata per la produzione di beni e servizi, sicché ne è soggetto passivo pure l'imprenditore familiare ma non anche i familiari collaboratori atteso che la collaborazione dei partecipanti integra quel quid pluris dotato di attitudine a produrre una ricchezza ulteriore (o valore aggiunto) rispetto a quella conseguibile con il solo apporto lavorativo personale del titolare ed è, quindi, sintomatica del relativo presupposto impositivo”. Inoltre, l'attività svolta dal promotore finanziario non è qualificabile automaticamente come attività di impresa, di per sè assoggettata a imposta ma, anche...

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