La chiusura di interi settori di attività e il calo dei fatturati, che conseguirà dalle rigide misure di contenimento dell’infezione, non potranno essere misurati dal nuovo strumento di compliance che ha sostituito gli studi di settore.
Nonostante i fondamentali dei nuovi ISA possiedano una maggiore capacità di intercettare e sterilizzare andamenti congiunturali di natura eccezionale, le funzioni e le stime di calcolo del software ISA non potranno rispondere in maniera adeguata ai drastici cali dei volumi d’affari e dei redditi derivanti dall’emergenza che sta attraversando l’intero Paese. Da più parti si è già sollevata la richiesta di revisione o di rinvio degli indicatori sintetici, data la grave situazione in atto. Nel documento congiunto predisposto il 10.03.2020 da Confindustria e CNDCEC, si chiede infatti di considerare il periodo d’imposta 2020 quale “periodo di non normale svolgimento dell’attività” ai fini degli indici sintetici di affidabilità fiscale.
La richiesta di intervento sugli ISA predisposta all’interno di un documento congiunto delle 9 sigle sindacali dei commercialisti ed esperti contabili, è ancora più puntuale e articolata. Nel documento del 10.03.2020 si chiede, infatti, al Presidente del consiglio e al Ministro dell’economia la disapplicazione generalizzata degli ISA per l’anno 2020 e il rinvio dei termini per l’annualità 2019. Tale richiesta è motivata dalle difficoltà oggettive nel reperimento dei dati relativi al periodo d’imposta 2019 a causa dell’emergenza sanitaria in corso.
Quali che siano le decisioni su questo fronte,...