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Consulenza aziendale, commerciale e marketing 31 Dicembre 2024

Ius ignorantiae, una fotografia dell’Italia sempre più desolante

Leggere il rapporto Censis 2024 sull’Italia non restituisce una bella immagine di quella che, invece, dovrebbe essere una meravigliosa terra. I dati in negativo sono veramente tanti, a dispetto di una autonarrazione sempre molto ottimistica.

Il rapporto tra conoscenza e sviluppo produttivo esce malissimo. Così come si evidenzia una spinta propulsiva verso l’aumento del benessere alquanto smorzata.Negli ultimi 20 anni il reddito disponibile lordo pro-capite si è ridotto in termini reali del 7% e nell’ultimo decennio è diminuita anche la ricchezza netta pro-capite del 5,5%. Due dati che mostrano una sofferenza sempre più evidente della classe media, mentre altre fonti sottolineano l’incremento del divario tra pochi, sempre più ricchi, e molti, sempre più poveri.Nell’abbondanza dei dati rilevati si percepisce un Paese sfibrato, che riesce a rimanere a galla con fatica nei periodi di crisi e che non presenta particolari spunti nei cicli economici positivi. Un galleggiamento medio è quello che ci contraddistingue: non ci fa annegare ma nemmeno approdare a una bella spiaggia.Leggendo tra i capitoli mi ha incuriosito il rapporto tra due aree di analisi che presentano dati singolari e a volte allarmanti.La prima è l’analisi dell’immigrazione, in cui si evidenzia un’Italia prima in Europa per concessione di cittadinanza a stranieri. Nel 2023 sono state concesse 213.567 cittadinanze in Italia, in Spagna erano 181.000, in Germania 166.000, in Francia 114.000 e in Svezia 92.000. Ora, a guardar bene, il primato spetterebbe, in rapporto agli abitanti, alla Svezia che concede una cittadinanza ogni 112 svedesi contro i 276 italiani e i 269 spagnoli. Tuttavia, il dato è rilevato dal Censis come...

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